Caruso, artista del web tra i migliori designer

Il “Web design index” è un librone dal frontespizio giallo e la forma allungata. Compilato fra Amsterdam e Singapore in undici differenti lingue (dall’inglese al Polacco, passando per giapponese, russo e tedesco), e venduto in tutto il mondo, da otto anni è la bibbia dei designer di tutto il mondo.

Cos’è, lo dice lo stesso nome: un vero e proprio indice cartaceo del web, che raccoglie ogni anno i siti migliori del mondo, in termini di web design e web art. Sono circa duemila i siti presentati ogni anno, fra pagine commerciali, portali tematici o spazi personali di artisti e designer, tutti accomunati da una peculiarità: oltre che informativi e funzionali, i siti scelti dalla giuria internazionale del Web Design Index sono soprattutto belli. Luoghi virtuali composti da animazioni digitali, mondi paralleli da esplorare con gli occhi e con il mouse, oppure da assaporare, come si fa con l’arte.

La novità di quest’anno è ben due dei siti che si sono aggiudicati la pubblicazione sul Web design index 2008 sono stati realizzati da un petilino. Giuseppe Caruso è infatti uno dei 2016 designer selezionati in tutto il mondo per la pubblicazione sul prestigioso annuario.

Diplomato in Belle Arti fra Catanzaro e Firenze, Caruso ha iniziato la sua carriera nell’arte contemporanea per poi approdare al grafic design in seguito ad un periodo di studi al Fachhochschule (FHP) di Potsdam, a pochi chilometri da Berlino. Tornato in Italia, a Firenze ha messo su il suo LAB 77.it, laboratorio virtuale di arti visive e web design, ideando e mettendo in rete circa 50 di siti internet e guadagnando il credito di clienti illustri come La Biennale Internazionale di Arte Contemporanea di Monterosso Calabro (VV), o il marchio di moda fiorentino “Velvet Goldmine”. Ed è proprio quest’ultimo lavoro, il sito www.velvetgoldmine.eu, che è valso quest’anno a Caruso l’inserimento nel web index mondiale, insieme ad un suo secondo sito, www.elitefashion.it, anch’esso riguardante la moda.

“Il mio” sostiene il designer petilino “non è un lavoro da webmaster. Provengo da studi d’arte, ed a questa mi rivolgo ogni volta che accetto un lavoro”. Guardare all’arte, insomma, per capire come comunicare il valore ed il messaggio di ogni prodotto di web design. Le cifre di questo approccio, in fondo sono ben visibili nei due siti premiati con la pubblicazione: “all’Accademia di Belle Arti” spiega Caruso “ho imparato ad apprezzare le tecniche comunicative degli artisti contemporanei e l’etica dei grandi fotografi. Lì, ho capito che il valore di un’opera non sta solo nella sua bellezza, ma anche nel suo essere in armonia con il contesto culturale e spaziale in cui si colloca.

“La stessa regola”, conclude Caruso, “vale per un sito internet, che se è pensato per far conoscere l’attività e la personalità di un artista o un’azienda, non può fare a meno di esprimere in ogni suo dettaglio anche il contesto culturale che ne sta a monte ed il pubblico a cui si rivolge”.

Regola che al designer petilino pare universale, se è vero in otto anni di lavoro, l’ha applicata ad ogni suo sito, senza distinzione fra arte, commercio o pura informazione. Basta scorrere il portfolio del suo Lab 77, che spazia da pagine personali di artisti contemporanei a siti di aziende di termoidraulica, passando per ristoranti e gallerie d’arte, fino ai cataloghi online delle due case di moda che gli sono valse l’ingresso fra i duemila designer del Web design index.

Una soddisfazione doppia per Caruso, che ha da poco trasferito la sua attività da Firenze proprio a Petilia, e ci tiene a sottolineare l’importanza del fatto che, fra i 50 designer italiani selezionati dal Web Index mondiale, e quasi tutti operanti al Nord, ve ne sia uno che invece ha scelto di lavorare in Calabria, nel crotonese, territorio sul quale – ammette Caruso – c’è molto da lavorare, ma anche molto da scommettere

Simone Arminio

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